segue diario Dott. Primo Dondero

 

Hum 5 giugno - Nella mattinata le artiglierie intensificano il loro linguaggio e il più bel cielo terso ci manda giù i rombi di aeroplani nostri che falcheggiano sopra il Sabotino, il Santo, il Vodice, il Kuk alla ricerca delle batterie nemiche. La mensa del comando di batt. è su a Napani in un gruppo di case di fronte al Sabotino; gli Austriaci ci hanno visti qui ed alle 10 con una grandine di shrapnells e granate, ci fanno sloggiare... Ritorno a Hum ed il mio attendente mi comunica che mi debbo portare al comando di regg. su a S. Floriano con tutti i portaferiti. S. Floriano è sotto una tempesta di bombe: ci sono feriti nelle cantine del castello. Gli Austriaci hanno visto le nostre truppe e le battono con tiri precisi, alle nostre spalle; grida, scoppi, miagolii, che scena, che inferno! Faccio portare tutti i medicati nelle sale del castello: fra di essi due dei miei ufficiali... Intanto fuori si è scatenato e infuria un duello di artiglieria; le nostre batterie piazzate nel cortile del castello e nelle insenature del colle di S. Floriano rispondono con rabbiose raffiche subito seguire dall' ululo e dallo scoppio dei proiettili nemici. Gemono i feriti, chiedono soccorso, invocano Dio, Maria Santissima, i Santi, i loro cari... Tutti gli altri posti di medicazione sono pure affollatissimi: le ambulanze continuano a sgombrare i feriti verso Quisca e anche su di esse sparano gli Austriaci. Alle 18 cessa il tiro nemico e così m'è dato sgombrare dai feriti le sale del castello: questo è dei conti Formentini ed è antichissimo. I conti, intedeschiti fino al midollo delle ossa, odiano il nostro paese e combattono nell' esercito austriaco. Con il favore delle tenebre i morti delle trincee vengono trasportati su al cimitero: sono venti, di cui due sergenti maggiori. All' infermeria di Hum trovo un soldato del II° batt., ferito durante l' avanzata verso l' Isonzo. Racconta che, poco prima dell' alba il battaglione ha potuto, non visto, trincerarsi a breve distanza dal nemico; i nostri hanno attaccato varie volte alla baionetta; dice di aver fatti prigionieri, con la sua pattuglia, quattro soldati austriaci che nel buio della notte sparavano contro di loro quasi a bruciapelo; ricorda nostri soldati di vedetta strozzati ed aggiunge che l' omicida era vestito da prete. Una giornata triste, qual doloroso bilancio, povero 33°! L' errore che fu causa di tanto lutto rimarrà nelle pagine della tua storia. (probabilmente la nostra artiglieria ha colpito alle spalle la nostra fanteria).

 

Hum 6 giugno -Gli Austriaci all' alba riprendono il solito programma... nella notte ci sono stati forti attacchi al Sabotino e verso Oslavia: intensa fucileria e un ininterrotto gracchiare e crepitare di mitragliatrici... Perdite di ieri 159 feriti, 4 morti del I° batt. e 20 del III° batt.

 

Hum 7 giugno - Stamattina la nostra artiglieria ricama le trincee del Sabotino e le butta per aria. Su a S. Floriano abbiamo una trentina di muli morti e parecchi feriti... Alle 18 mi reco a cena al comando di batt. a S. Floriano; il comando è alloggiato in una casetta nascosta sotto il castello: siamo a tavola, giunge di corsa un sergente ad avvisare che una pattuglia austriaca avanza nel bosco; gli ufficiali si precipitano nelle trincee...

 

Hum 8 giugno - ... Ieri gli Austriaci hanno bombardato Quisca... Corre voce che si effettui un' avanzata su tutta la fronte. Ho ricevuto l' ordine di tenermi pronto con i miei uomini per partire. Sono morti 4 artiglieri del 26° in seguito ad un incidente capitato all' otturatore del pezzo. Pare che la nostra artiglieria abbia colpito alle spalle, ancora, i nostri del 34°, sul Sabotino... All' una di notte dobbiamo condurre via due feriti, ed un terzo, del 73°, muore durante il viaggio a Quisca. Alle 2 comincia un fuoco nutrito di fucileria e mitragliatrici: si avanza sul Sabotino e verso l'Isonzo. Nella notte quando oramai le posizioni nemiche erano state  rafforzate, viene gettato un ponte a Plava che è però subito distrutto dalle artiglierie nemiche.

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14 giugno - Alle 4 ricevo l' ordine di spostarmi più verso Oslavia. "Avanti, in fila indiana, ragazzi!". Giù, verso i piedi del Sabotino, la carretta, i muli, il cavallo, in silenzio, per le stradette calanti a valle. Mi ritiro e nascondo in una casa antica semidistrutta, con la mia carovana. Poco distanti, le trincee corrono a qualche centinaio di metri da quelle nemiche; ai nostri soldati arrivano le nenie che cantano, sul tramonto, gli Austriaci. Questi di quando in quando gridano: "Venite fuori, porchi italiani!" ... Qualcuno dei nostri buoni piemontesi risponde con una ... pernacchia. Nel pomeriggio acqua a catinelle.

15 giugno - Stanotte s'è scatenato un temporale... pioggia scrosciante ed un ululare continuo del vento. Mi alzo e scendo... per la visita... chissà che notte in trincea, sotto l' ira degli elementi! poveri soldati, sono veramente malati!... Oggi intenso cannoneggiamento... una tempesta di granate da 75 e 305... A S. Floriano il castello è stato ieri sgombrato in quanto è battuto dall' alba al tramonto in cerca delle nostre batterie.

16 giugno - ...estenuante duello delle artiglierie; proiettili da 305 passano pesanti e si direbbe lenti, con il loro caratteristico fruscio catarroso e a  ondate...Il soldato Massa, come aveva coraggiosamente fatto la notte precedente, cerca di uscire per afferrare il suo secondo prigioniero; è promosso caporale ed è raggiante. La sera uno shrapnell sorprende due nostri soldati: un caporale colpito al capo con lesione della massa cerebrale; un altro al braccio: ferita intelligente questa! Gli Austriaci conoscono l' ora del rancio: spiano le corves e sparano!

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