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segue diario Dott. Primo Dondero
Dal 23 giugno al 7 luglio la Livorno partecipa alla prima battaglia dell' Isonzo.
22 giugno - ...La sera ordine di avanzata. Sul crepuscolo scivolo, protetto dal folto dei boschi e dai vigneti, con i miei uomini, giù in valle, contro il Sabotino. Il maggiore Mocenigo dà l' ordine di fare trinceramenti, camminamenti comunicanti, coperti, e porre linee di reticolati a pochi passi dal nemico... "E' un' impresa ardua, audace... impossibile", mi dice; mi affida tre indirizzi e, mentre scrive, gli scappano giù due grosse lacrime; certamente gli sono passati davanti agli occhi, in una fugace apparizione, la moglie, la figlia, la madre; mi consegna il biglietto dicendomi: "Forse Lei Dottore, potrà salvarsi...". "Dove va Signor Maggiore?". "Alle prime linee, dove si lavora...; alle prime fucilate salirò sul poggio; assisterò allo sbaraglio, al macello dei miei ufficiali e dei miei soldati... Lei Dottore rimanga...". e scompare giù per la china, nel fitto e nel buio. Dio lo protegga e protegga tutti i nostri soldati! [...] Alto si erge e nero si profila, attento e minaccioso, il Sabotino! 23 giugno - I miei uomini dormono sotto le botti e nelle botti; io pure in cantina, sdraiato vicino ad essi, sveglio, a nervi tesi, come una vedetta. Ho fatto issare i segni della Croce Rossa su due pilastri del cancello... nella speranza che gli Austriaci rispettino il posto dei feriti. Alle 10 giunge l' ordine di avanzata: il 34° svolgerà un' azione dimostrativa alla nostra sinistra, l' artiglieria aprirà un fuoco vivissimo. Alle 14 il 34° è già avanzato mentre la nostra 1^ e 2^ compagnia scivolano innanzi... Che sinfonia! Sabotino, M. Santo. Kuk e Gorizia concentrano qui tutti i loro tiri. Arrivano i primi feriti, fra i quali il sottot. Carlo Ferrero di Mondovì: quattro ferite da pallette di shrapnell, una di queste gli si è ficcata nei muscoli del collo. Una semplice disinfezione locale, una piccola incisione ed estraggo il proiettile, mentre egli piange e bacia convulso una medaglietta... Ecco altri portaferiti con un morto avvolto in un telo: il poveretto... è ridotto ad un ammasso di cenci e di carne... "Ragazzi, su, coraggio, toglietegli ogni cosa, ogni oggetto, ogni ricordo, che manderemo ai suoi". Continuano ad affluire barelle e feriti... nessuno si lamenta, nessuno piange. Poveri miei fanti! Vi ho lasciati da breve tempo... eravate così ragazzoni ingenui e pieni di baldanza... ora tornate da me grondanti di sangue, laceri, febbricitanti, barcollanti... supini sulle barelle, coperti dalle occhiaie incavate nei visi pallidi e sparuti, come se una lunga tragedia, una lunga estenuante febbre vi avesse consumati... sospirate, scrutando nel vuoto un nome che è di persona lontana che prega per voi e non sa che la vita vi sfugge. Si, guardatemi, cercatemi, ditemi, miei cari fanti, son qui per voi, con voi. Il Sabotino, con le sue piccole artiglierie, ci prende d' infilata. Un ferito è grave, ha un proiettile all' addome... feriti affluiscono da ogni parte, nel cortile ... [...] Mando tutti i portaferiti... alle 15 sul Sabotino, il 34° attacca con una furiosa fucileria... Da ambedue le parti è un uragano di proiettili. Il Sabotino è avvolto in un fumo denso: dev' essere una fornace... l' attacco si intensifica... una grandine di pallette si abbatte sul mio posto di medicazione... i nostri avanzano fin sotto le trincee nemiche. E' un ininterrotto arrivo di feriti, i più leggeri da soli, i più gravi sorretti, portati. E' una commovente gara di pietà fiorita e di amore fra fratelli della stessa grande famiglia, della stessa Patria! [...] Alle 16 arriva un ciclista: un ordine del maggiore che mi scrive che il battaglione avanza e quindi avanzi anch' io con tutto il materiale. Pochi minuti di preparazione, qualche disposizione ai due portaferiti che restano a custodire dei feriti gravi, da sgombrare sulla sera, e poi via! ... Le pallottole ci fischiano sul capo, sibilano, fanno rumori di certi mosconi velocissimi, rumori metallici come quando vibra un diapason..., in un punto allo scoperto, sulla strada, ci coglie un' altra scarica... non so se una pietra o una spoletta di rimbalzo mi colpisce in pieno petto e mi rovescia in un fosso, Vitali, vicino a me mi aiuta a rialzarmi... Protetti da un costone eccoci finalmente ad un gruppo di case...; abbandonato in un fossato, un soldato morto. Gli uomini dello Stato Maggiore mi gridano: "Qua, qua, sig. Tenente". In pochi minuti i miei sono pronti, ogni cosa a posto, materiale sanitario, sedie, panche, un tavolo sotto il portico... qualche pallottola arriva sibilando e batte contro la casa; siamo a pochi passi dal nemico... Capitano feriti leggeri, colpiti alle braccia, al capo, ai piedi; chi può va da solo al posto di soccorso. Non mancano i gravi. In ben pochi minuti il raduno s'è fatto numeroso... metto i gravi al riparo della casa, allineandoli a terra: Un ferito ad un braccio ha una spoletta... conficcata nell' osso in frantumi; ci sono alcuni con forti emorragie. I miei mettono lacci improvvisati: cinghie, corde. Un ferito a un braccio piange, è un fratturato. ... [...] Sul posto di medicazione una pioggia scrosciante di proiettili; un cecchino poi, e non si può sapere da che parte ci spii, spara, spara, su di noi, sui nostri feriti. Dopo un' ora, un' ordine, è del maggiore. Egli vuole che ci si ritiri subito, perchè il battaglione ripiega e gli Austriaci avanzano al contrattacco.
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