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La storia della Grande Guerra è un genere che conta molti appassionati, soprattutto nella nostra Regione e in particolare nelle aree di confine lungo l'Isonzo, dove l'attenzione verso la prima guerra mondiale non è mai davvero passata. Ancora oggi, in quelle terre dove il paesaggio è segnato da trincee che sembrano sfidare il tempo assieme a monumenti e cimiteri nati per conservare memoria della guerra, la gente continua a riscoprire l'interesse per il conflitto. Generazione dopo generazione, c'è sempre qualcuno che esplora le trincee, legge quello che viene pubblicato sull'argomento e soprattutto partecipa a tutte le riunioni (e sono numerose..) dove gli storici discutono questo o quell'aspetto del conflitto. Il dato forse più significativo di questo fenomeno, che in forme più o meno accentuate riguarda l'intero Nord Est e soprattutto la fascia confinaria del Triveneto, è costituito dal gran numero di appassionati che si dedicano con serietà allo studio, alla conservazione e alla riscoperta di tutto quanto riguarda quel conflitto. E' quindi in questo contesto che il Centro per le Ricerche Archeologiche e Storiche nel Goriziano (C.R.A.S.G.) tra i suoi molti impegni si preoccupa anche di approfondire lo studio del primo conflitto mondiale nell'area di Gorizia. A differenza, però, di altre iniziative, in cui talvolta lo studio del passato trascolora nella nostalgia o nell'agiografia, il rapporto del C.R.A.S.G. con il passato si limita semplicemente alla conservazione, alla riscoperta e allo studio. (Tratto dalla presentazione del Prof. Antonio Sema inerente la pubblicazione "I quaderni del C.R.A.S.G.")
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