La realizzazione del progetto (da attuarsi nel pieno
rispetto delle normative di legge vigenti in materia) comprende diversi
punti di intervento i cui termini principali e più significativi si
possono così riassumere:
1. Ripristino dei limiti della Zona Sacra del
M.Sabotino.
2. Ripristino di una via di accesso alla linea di
cresta per consentire la visita alle opere della 1^ Guerra Mondiale
(trincee, camminamenti, caverne, ecc.).
3. Realizzazione di un museo all’aperto, inerente
la 1^ Guerra Mondiale, all’interno della Zona Sacra mediante
svuotamento, recupero, restauro e ripristino di trincee, camminamenti e
caverne.
4. Produzione e posizionamento di opportuna
segnaletica e tavole sinottiche onde fornire ai visitatori notizie
storiche, archeologiche, naturalistiche e geologiche inerenti i luoghi e
gli elementi visibili sul terreno
5. Il museo all’aperto della Zona Sacra del
M.Sabotino si raccorderà con l’area archeologica del S.Valentino. L’apertura
al pubblico anche di questo sito, con opportuna viabilità e materiale
illustrativo, avverrà quando i lavori di scavo archeologico
consentiranno una adeguata sicurezza per i visitatori.
6. A fattor comune verranno posti in atto ideonei
provvedimenti di ripristino della landa carsica che in questa zona
costituisce un habitat particolare ma che col tempo sta subendo una
forte alterazione con una conseguente diminuzione del livello di
biodiversità complessiva e caratteristica di questo territorio.
Il Progetto, varato nel 1999, trovando una giusta
collocazione in quanto disposto dalle leggi regionali inerenti il recupero
e la valorizzazione del patrimonio storico ambientalistico della Regione
Friuli Venezia Giulia ed essendo in armonia con le leggi dello Stato
Italiano riguardanti la tutela delle opere della 1^ Guerra Mondiale, ha
ottenuto un finanziamento straordinario pluriennale da parte della Regione
Friuli Venezia Giulia (L.R. FVG del 13.9.1999 n° 25 art. 11) al fine di
“realizzare scavi archeologici in località Ruderi del S.Valentino
(Gorizia) e favorire il turismo storico collegato agli itinerari della
prima Guerra Mondiale sul Monte Sabotino (Gorizia)”.